SERVONO IL NOSTRO CONTRIBUTO E LE NOSTRE IDEE. PARTECIPIAMO

Nelle giornate 20, 21 e 22 Gennaio 2015 l’associazione 2HE vi invita ai Laboratori tematici nell’ambito dei Laboratori dal Basso dal titolo ˝Valorizzazione economica della ricerca: approccio partecipato e nuova imprenditorialità – Contro l’immobilismo forzato della Sclerosi Laterale Amiotrofica˝ .

La valorizzazione in chiave economica della ricerca si concentrerà su un tema specifico, la Sclerosi Laterale Amiotrofica che si ritiene di forte interesse sia  per la collettività locale, fortemente colpita dalla malattia, che per quella scientifica, ben lieta di confrontarsi con i massimi esperti nazionali in materia.

La SLA è una malattia neurodegenerativa devastante in merito alla quale, purtroppo, si sono sedimentati negli anni molti tabù e disinformazione che certamente non hanno giovato e tuttora continuano a non agevolare la ricerca e ai malati.

I Laboratori hanno l’obiettivo di divulgare in modo preciso i passi avanti fatti dalla ricerca scientifica e le nuove opportunità e servizi offerti ai malati e alle loro famiglie nonché di promuovere la valorizzazione economica dei risultati scientifici tramite il procacciamento dei finanziamenti, la tutela intellettuale e la comunicazione web.

I docenti invitati sono massimi esperti delle tematiche appena enunciate.

Gli aspiranti professionisti/imprenditori avranno modo di conoscere in maniera più dettagliata le esigenze dei pazienti e di trarre spunto da realtà nazionali ed internazionali per creare nuove realtà imprenditoriali.

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LiberAcqua

In ogni tempo, l'uomo ha cercato nella comunicazione la strada da percorrere verso una maggiore comprensione dei propri bisogni e dei modi per soddisfarli, insomma verso il progresso. Per questo motivo egli ha creato delle tecnologie sempre più adeguate all'evoluzione della propria comunità per codificare le istanze che da essa ne provengono. Il viaggio dell'umanità verso il proprio progresso, è iniziato così, sotto la spinta di bisogni impellenti sentiti da tutti anche se in maniera diversa.

"LiberAcqua" vuole collocarsi in questo cammino, vuole essere viaggio dell'uomo verso se stesso e progetto di crescita individuale e collettiva. Ma un viaggio, deve molta parte del suo successo alla capacità di preparare il proprio bagaglio che non deve essere ridondante o pesante, ma neanche scarno e inconsistente: deve essere leggero, efficiente, utile compagno su ogni strada ed in ogni sosta.

Il bagaglio di tutti noi, coinvolti da e in "LiberAcqua" cosiste nell'impegno a raccogliere tutte le informazioni necessarie, nella preparazione e nell'acquisizione delle capacità di elaborarle. Solo così lo studio dei dati e il loro sviluppo le renderà fruibili ed utili al nostro scopo: portare l'acqua a chi non ce l'ha e preservarla per chi viene dopo.

Tutti noi proveniamo da una preparazione tecnologico- scientifica e vogliamo che questa sia capace di trasformare il simbolo, la fontana, in progetto concreto, in costruzioni reali ed efficienti, che indichino agli altri la strada per la soluzione.

Si sente la necessità di ribadire che l'acqua è un bene da tutelare e non una risorsa sfruttabile solo da una piccola parte di umanità. Sotto questo profilo l'acqua come molti altri beni che la natura ha messo a disposizione dell'uomo diventerà carente per tutti, anche per quei pochi (come noi) che continuano ad usarla e sprecarla come fosse una proprietà acquisita.

Su questo atteggiamento superficiale e sempre più dannnoso, è illuminante un pensiero di Calvino, tratto dalla magia del suo racconto "Il richiamo dell'acqua" : a quella parte di umanità che ha ereditato dallo sforzo di generazioni la prerogativa di chiamare l'acqua a sè con la semplice rotazione del rubinetto.

...Allora non aspettiamo un treno che tarda da sempre...iniziamolo NOI questo viaggio!

                                                                                                                                                            Francesca Santoro

Etica del Trashware

ASPETTI INNOVATIVI E VALORE AGGIUNTO

 

Per molti anni si è realizzato lo smaltimento dell’hardware senza troppe preoccupazioni. In effetti per decenni questo tipo di rifiuto, pur essendo qualitativamente difficile da trattare, è stato tenuto sotto controllo, trattandosi tutto sommato di gestire quantità relativamente modeste.

Oggi però siamo arrivati al momento di dimettere la prima generazione numerosa di computer: quella creata dal boom del pc in ogni casa e in ogni ufficio, iniziato molti anni fa con i primi “pentium”. Questa generazione di pc è diventata rapidamente nient’altro che accumulo di rifiuti in enormi discariche, spesso in paesi poveri o in via di sviluppo.

Nel corso degli ultimi anni, in tutto il mondo e anche in Italia, soprattutto nelle regioni del nord, gruppi di volontari si sono riuniti per promuovere e diffondere la cultura del trashware e del Software Libero. Nella nostra regione, l’attività di trashware non ha trovato modo di realizzarsi. Ecco quindi che un primo aspetto innovativo del nostro progetto è portare queste buona pratica di utilizzo responsabile delle nuove tecnologie in una realtà come la nostra che per molti aspetti si mantiene sempre un passo indietro rispetto a quella di altre regioni.

Praticare trashware ha innanzitutto senso perché con esso si riesce a sfruttare il valore residuo dei computer dimessi, ottimizzando l’utilizzo del valore economico totale della macchina, soprattutto in quelle realtà in cui la lentezza non causa l’aumento dei costi, come ad esempio le associazioni di volontariato, che spesso non hanno la disponibilità economica per comprare un computer nuovo.

Il riutilizzo non elimina la necessità di smaltimento dei computer, ma è giusto, e soprattutto utile sfruttarne il valore economico fino all’ultima goccia, in modo da minimizzare gli sprechi e l’impatto nocivo sull’ambiente e sulla società.

In sostanza, si vorrebbe promuovere un corretto utilizzo della risorsa tecnologica: il pc lento, poco produttivo viene sostituito da uno più competitivo, efficiente e soprattutto dotato a partire dal sistema operativo di Software Libero. Quest’ultimo è la miglior scelta per i progetti di trashware in quanto le varie licenze con cui esso viene tutelato consentono alle persone di utilizzare, copiare, studiare, modificare e ridistribuire il software.

Un secondo valore aggiunto del nostro progetto di software è quindi lo sviluppo di adeguate competenze informatiche e tecnologiche che rendano i riceventi protagonisti e non solo comparse del cosiddetto villaggio globale. Fondamentale è il trasferimento della conoscenza insieme agli strumenti necessari per applicarla.

Strettamente collegato a quest’aspetto, è il più importante aspetto innovativo che il nostro progetto si propone di realizzare e che riguarda la formazione e lo sviluppo di competenze adeguate in studenti di scuola media superiore. E’ previsto infatti la realizzazione di laboratori per la formazione di personale in grado da un lato di fare trashware, per il quale sono comunque necessarie conoscenze di base dell’hardware, e, dall’altro, di promuovere e diffondere, a loro volta, la cultura del trashware e del Software Libero.

Ecco che il nostro progetto di trashware deve essere visto come il primo passo di un percorso che porti allo sviluppo di successivi progetti più avanzati, che siano indirizzati anche alla cooperazione internazionale.

De Aqua: breve descrizione sulla tematica dell'Acqua Pubblica


E' difficile iniziare un articolo sull'acqua.
Già, perchè avendo letto un pò qua e là sulla questione dell'acqua, in questo momento si affollano un sacco di idee da buttar giù, ma riflettendo su come formalizzarle in un articolo, tutti questi argomenti mi sembrano scontati, fin troppo ovvii.
Infatti, come possiamo pensare che nel 2011 si possa vivere senza acqua?
Ogni mattina apriamo il nostro rubinetto ed eccola che scorre via, è una certezza!
Così come è scontato che sia potabile, di ottima qualità, ma soprattutto controllata.

Forse lo è da noi. Ma, mi dispiace infrangere le illusioni di qualcuno,  non è così ovunque, non lo è affatto.
In paesi del mondo in cui l'acqua è rara come i diamanti, spesso non potabile e ottimo veicolo di ogni sorta di malattia e morte, non conviene investire! Troppo poveri! Sarebbero quasi soldi spesi in volontariato.

Qualcuno ha pensato allora: "Meglio i paesi in via di sviluppo, poveri, ma non troppo!"

E così, multinazionali di ogni dove in accordo con il FMI ( Fondo Monetario Internazionale ) privatizzano "sotto ricatto" il servizio idrico di quei paesi ( è facile quando si è in posizione dominante ).
Si tratta di accordi da miliardi di dollari l'anno che manager senza scrupoli e capitani di industria intascano senza curarsi delle conseguenze.
La privatizzazione del servizio idrico, in paesi in cui la stragrande maggioranza della popolazione vive con pochi dollari al giorno, comporta sempre delle conseguenze!
Infatti molti vengono privati dell'accesso all'acqua ( sempre quella che scorre veloce dal nostro rubinetto OGNI mattina ) la situazione diventa esasperata, sentono di non avere più nulla da perderee iniziano a protestare. Chiedono che l'acqua TORNI un "diritto di tutti" e con essa chiedono il diritto a una vita quantomeno dignitosa. Ma non sempre i governanti ascoltano la popolazione, temono di perdere i loro privilegi.
E quindi? REPRIMONO!
A volte ci scappa anche il morto, come a Cochabamba un ragazzino di appena 17 anni! La cui unica colpa è stata quella di manifestare il suo dissenso alla privatizzazione.

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